Avellino Calcio, Braglia: “Dopo Bari abbiamo pensato troppo agli altri”

AVELLINO CALCIO – Ospite di Contatto Sport, in diretta su Prima Tivvù, mister Piero Braglia ha parlato dell’amaro pareggio contro la Cavese e analizzato la regular season dei Lupi, che hanno chiuso al terzo posto della classifica del Girone C di Serie C.

Queste le parole di mister Braglia in vista dei playoff: “Noi abbiamo organizzato un programma, andiamo in ritiro da quando rientriamo, da giovedì fino a domenica. Poi li lasciamo liberi 3-4 giorni, facendo allenamenti allo stadio, per poi andare in ritiro fino al 16 maggio. Pressione in più? Non credo, non penso che ci debba essere pressione nel preparare i playoff. Essere andati oltre le aspettative ha fatto sì che certe persone pensassero che potessimo raggiungere certi obiettivi facilmente.

Io e Di Somma? Di sicuro siamo i più anziani, quello è poco ma sicuro. Lui è molto serio, io faccio un po’ più di casino. Ci completiamo diciamo così.

Il recente rendimento dell’Avellino? Questa è una squadra che forse si è levata la tuta mimetica e si è messa il frac, ma probabilmente dobbiamo toglierci il frac e rimetterci la tuta mimetica. Molto probabilmente siamo più da battaglia che da altre cose. Dopo Bari abbiamo pensato troppo agli altri, agli altri risultati, piuttosto che ai nostri. Si ragionava in un’altra maniera e poi è la testa che condiziona tutto e tutti. Speriamo di arrivare a questi playoff cercando di fare quello che sappiamo fare.

Leggo anche io tante cose, ma credo che questa squadra al completo possa competere con tutte. Ma se perde 2 o 3 giocatori con certe caratteristiche, fa fatica e lo ha dimostrato. Ieri sono stato costretto a togliere Illanes, perché non posso permettermi di perdere certi giocatori ai playoff. Non avevo intenzione di rischiare Ciancio perché diffidato, non volevo rischiare il secondo giallo di Aloi, perché la partita si stava innervosendo. Io devo pensare a tutto, devo pensare ai playoff non se arrivo secondo o terzo.”

La squalifica di Miceli? Il ricorso è già stato presentato. Ne abbiamo già parlato con il Direttore e con il segretario, perché mi sembra un po’ esagerato. Io ho sentito che urlava vicino ad un giocatore della Cavese, ma sono cose che succedono nel calcio e succedono in campo. Il problema è che la Procura si mette in mezzo alle due panchine e segnala qualunque cosa. Vedremo se riusciremo a ridurre almeno ad una giornata la squalifica.

Dobbiamo capire che tutto quello che è stato non serve più. Adesso inizia un altro campionato, è un treno importante che ci passa davanti e sta a noi salirci. Sopra a quel treno ci saliamo se torniamo a fare le cose che sappiamo fare, con la nostra cattiveria. Se continuiamo a pensare a cose che non fanno parte di questa squadra, non andiamo da nessuna parte. Bisogna avere anche un pizzico di fortuna, perché bisogna essere tutti apposto e avere tutti a disposizione. Serve un po’ tutto. Io so solo che voglio regalare una grande soddisfazione a questi tifosi e a questi colori. Io ci credo in questo gruppo.”

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Nato ad Avellino il 26 dicembre 1996, ha conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione e attualmente studia Corporate Communication e Media presso l'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista dal 30 settembre 2020, ama, segue e pratica lo sport più bello del mondo.