Luis Alfageme a Radio Punto Nuovo: “Questo Avellino farebbe bene in Serie C”

In una lunga intervista rilasciata a Bruno Gaipa di Radio Punto Nuovo, l’attaccante dell’Avellino Calcio, Luis Maria Alfageme, ha analizzato il momento della squadra e ha parlato di sé.

ALFAGEME INTERVISTA A RADIO PUNTO NUOVO

Queste le sue parole: “Ieri mi sono allenato con la squadra. Ho avuto un po’ di febbre nella notte, mi sono svegliato sudato, ma sto bene. Tanti compagni di squadra hanno avuto la febbre, ce la siamo mischiata (ride ndr). Ieri è rientrato Ciotola, oggi Pepe, disponibili anche Carbonelli e Dionisi. Manca solo Rizzo, lo aspettiamo. Quando ho visto Alessio per la prima volta ho pensato subito fosse un ragazzo dalla grande qualità. Come viviamo la sosta? Non è bello fermarsi, a me non piace mai. Soprattutto quando sei in un ottimo momento di forma. Si perde l’adrenalina giusta. In settimana ci si allena sapendo che la domenica giochi, non giocando si abbassa un po’ la tensione. Occhio, però, non dico che ci stiamo rilassando. Parlo solo di cali di tensione”.

Un primo bilancio dopo l’approdo ad Avellino: “Quando sono arrivato mi sono dovuto adattare in un 4-3-3 da esterno d’attacco. Venivo da un periodo da infortunato, non giocavo da tanto. In attacco mi esprimo un po’ meglio. Sono riuscito a fare due gol e sono contento, soprattutto per i risultati positivi raggiunti dalla squadra. Ho fatto vedere ai tifosi e alla gente che ci sono anch’io e posso dare una mano. Il periodo dei problemi sul tesseramento? Avevo legato molto con De Vena a inizio anno. Poi ci siamo ritrovati a giocare insieme ad Avellino. A Caserta avevamo giocato tutte le partite del precampionato insieme. Ci trovavamo bene. Con Alessandro mi sentivo tutti i giorni e mi raccontava tutto ciò che succedeva ad Avellino. A gennaio c’è stata la possibilità di venire qui. Il mio procuratore mi disse “sai che è Serie D”, e gli ho risposto che si trattava di giocare ad Avellino, una piazza troppo importante. Mi hanno fatto sentire subito tutti parte del gruppo. Quando sono sorti problemi di tesseramento ho pensato di smettere di giocare in Italia. Sarei tornato in Argentina, dove ho fatto i miei primi passi, in una squadra di terza serie. Non ci credevo più, quando mi hanno telefonato compagni e Presidente non mi sembrava vero. Da lì mi è venuta una voglia di spaccare tutto e di dimostrare chi sono. Sono veramente felice di essere qui e di aver trovato un gruppo e una società fantastici. Spero di dare il mio contributo e gioire a fine campionato”.

Alfageme ha poi proseguito: “È bello quando si vince. Parliamoci chiaro, questa è una piazza che non merita né la D, né la C. Il minimo è la Serie B. Spero che l’Avellino possa un domani arrivare ai massimi livelli, con me o senza di me. Sono un tifoso della Casertana, non mi nascondo, ma le emozioni provate a Caserta e ad Avellino sono superiori rispetto a tutte le altre squadre dove ho militato. Noi crediamo al primo posto, questo gruppo merita di più e magari con altri 2-3 giocatori di categoria può dire la sua anche in Lega Pro, quest’anno avrebbe già potuto lottare con i playoff per quello che ho visto con la Casertana”.

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