Flavio Tranquillo a YSport:”Vi racconto la Scandone del 2008”

Flavio Tranquillo, scrittore, telecronista e giornalista italiano, protagonista radiofonico delle Final Eight di Coppa Italia 2008 che videro la Scandone Avellino trionfare in casa della corazzata Virtus Bologna.

Un giorno indimenticabile per il popolo irpino, dopo dieci anni Flavio Tranquillo ripercorre alcuni momenti di quel 10 Febbraio 2008.

Il celebre giornalista di Sky, noto anche come voce per le partite Nba e della nazionale italiana di pallacanestro rilascia un’intervista esclusiva per YSport.
Di seguito l’intervista integrale rilasciata da Flavio Tranquillo ai microfoni del nostro Gianmarco Abate:

Buongiorno Flavio, oggi sono trascorsi esattamente 10 anni dalla finalissima Virtus Bologna-Scandone Avellino (Final Eight 2008) , cosa ricordi di quei tre giorni bolognesi?

Ricordo quei tre giorni, dopo la prima partita contro Montegranaro, noi addetti ai lavori cominciammo a capire che c’era aria di possibile upset.
Ricordo un dirigente di Avellino tranquillissimo prima della finale davanti alla maglia di Eric Williams appoggiata davanti alla panchina.

Chi è stato il giocatore che più ti ha colpito della Scandone Avellino 2008 e per 
quale motivo?

Quell’anno Avellino aveva davvero una bella squadra, probabilmente Marques Green, faccio il suo nome perchè è dai tempi di Spud Webb (ex cestista Nba alto 1,70cm) che ho una predilezione per i piccolissimi.

Avellino da quando ha alzato quella Coppa non è più stata una semplice 
sconosciuta, secondo il tuo punto di vista cosa ha significato quel 
trofeo per il popolo irpino?

Non sono in condizione di rispondere per il popolo irpino, ma per tutti noi ha rappresentato una prima volta, che è sempre motivo di interesse e di approfondimento.

Hai potuto constatarlo in prima persona a Casalecchio di Reno, che 
impressione ti ha fatto quella tifoseria?

Ho visto un pubblico caloroso, molto presente che ha trascinato la squadra con una felicità bella, unica, genuina. Mi ha colpito molto tutto questo…

In Europa le squadre italiane hanno avuto un tracollo: Milano in 
Eurolega, Avellino, Venezia, Sassari in Champions. L’unica isola felice 
sembra essere Reggio Emilia in Eurocup, quali sono, secondo il tuo punto 
di vista i problemi alla base del movimento cestistico italiano?

Non sono molto d’accordo perchè i risultati in una competizione non sono la fotografia del valore del ”movimento”. Contesto che esista qualcosa di tangibile o definibile che possa essere categorizzato come “movimento”. Credo che i problemi siano squisitamente strutturali ed economici.

Concentriamoci ora sulla crescita esponenziale di un giocatore come 
Ariel Filloy, il play di Avellino che hai potuto apprezzare in prima 
persona anche con la maglia della Nazionale Italiana. È lui l’uomo 
“indispensabile” di questa Sidigas?

È un giocatore che ha due pregi notevoli:
1) non conosce il termine paura
2) conosce molto bene i propri limiti.
Ariel Filloy è un giocatore così, lui sta bene ovunque, anche se nessuno è indispensabile e nel basket, per fortuna, da solo non vince neppure LeBron James (o Kevin Durant).

Per il campionato italiano quale squadra vedi come favorita?

Non seguo molto il campionato italiano, avrò visto una decina di partite ma non credo di essere fantasioso se dico Milano.

Che idea ti sei fatto della Scandone Avellino di quest’anno?

Come già anticipato ho seguito poco il campionato italiano quest’anno per poter dire qualcosa di intelligente.
Coach Sacripanti ha idee molto chiare, mi piace. Il giocatore più importante della Sidigas Scandone Avellino è senza ombra di dubbio Marten Leunen, purtroppo oltre queste due banalità non sono in grado di andare.
Grazie e tanti saluti a tutti. Buon anniversario!

Grazie a te Flavio.