AVELLINO CALCIO – Penultima curva della regular season per i Lupi di Davide Ballardini, impegnati venerdì al “Castellani” di Empoli contro la formazione allenata da Fabio Caserta. Nella canonica conferenza stampa pre-gara, a due giorni dal match in programma alle ore 15, il tecnico biancoverde ha presentato il prossimo impegno dell’Avellino, senza dimenticare la vittoria interna con il Bari e la possibilità di partecipare ai playoff di Serie B. Qui di seguito tutte le dichiarazioni rilasciate da Ballardini nella mattinata di oggi.
Le dichiarazioni di Ballardini alla vigilia di Empoli-Avellino
Queste le parole di Davide Ballardini nel pre-gara di Empoli-Avellino: “Siamo contenti per l’entusiasmo che c’è attorno alla squadra, bisogna dire che va condiviso questo primo obiettivo che è stato raggiunto con chi ci ha preceduto. È importante dirlo. Noi siamo arrivati e crediamo di aver fatto finora un buon lavoro, ma chi ci ha preceduto ha fatto tante partite e punti, quindi se oggi ci troviamo in questa situazione è anche grazie a chi ci ha preceduto. Dell’entusiasmo siamo contenti, chi vuol bene all’Avellino ha capito che è una squadra seria, composta da ragazzi che ci tengono molto, molto legati tra di loro. Lo sottolineo sempre. Se oggi siamo qui, a questo punto del campionato, mancano due partite, siamo in lotta per una posizione importante, è soprattutto grazie alla serietà, al legame, alle qualità morali e tecniche di questa squadra. Non è un gruppo di giocatori, è proprio una squadra, perché stanno bene assieme, comprendono, sanno stare zitti, magari soffrono perché non giocano… Mettono avanti la squadra, prima di loro stessi. Grazie alla squadra, agli uomini che compongono questa società, all’ambiente, venendo ai tifosi. Un ambiente che ti fa sentire tanto importante, che ti gratifica, non è una sorpresa. Non lo è, perché già dalla prima partita, erano più i tifosi dell’Avellino che quelli della Reggiana, quindi non è una sorpresa, ma è un crescendo di entusiasmo e di passione.
Le difficoltà con l’Empoli? Noi pensiamo di arrivarci con la testa giusta, poi vale sempre il discorso che è importante per noi e per loro. Tecnicamente, è una partita molto diversa rispetto a quella con il Bari, perché l’Empoli è una squadra molto attrezzata, non è così in difficoltà. Ha una struttura diversa rispetto al Bari, andiamo ad affrontare una squadra che ha valori importanti, una società strutturata, competente, sanno come muoversi e si trovano certo in un momento di difficoltà, ma qui le difficoltà credo siano molto più grandi da superare, non che con il Bari sia stato facile. L’Empoli mi sembra più strutturato e le difficoltà sono enormi. Era difficile contro il Bari, ma l’Empoli mi sembra una squadra diversa, hanno giocatori con struttura fisica, qualità tecniche, mi sembrano al momento molto più forti. Abbiam seguito le partite che hanno fatto finora e mi sembra che la squadra sia molto più forte rispetto a quella che abbiamo appena affrontato.
Il mio staff tecnico? Noi sono 20-25 anni che ci conosciamo, con alcuni addirittura da 40 anni, ma noi siamo arrivati qua e abbiam trovato due preparatori atletici, Pasquale (Visconti), cinque collaboratori. Ci siam trovati subito bene, perché la persona sola non esiste più. La fortuna nel mio ruolo è quella di avere collaboratori che ti stimolano, che ti fanno riflettere, che ti migliorano. Ecco perché sono fortunato, credo di avere persone molto serie e competenti, come quelle che abbiamo trovato qui. Non ha senso parlare al singolare, come fai, non ha senso.
Come sta Sala? È tornato il problema alla caviglia, perché ha preso il pallone e gli si è girata un po’, ha già la caviglia fragile e quindi è fermo. L’attacco? Biasci ha fatto una bella settimana, ma hanno fatto tutti bene in questa prima parte della settimana. Siamo a mercoledì, vediamo, le risposte le abbiamo sempre avute, quindi valutiamo. Oggi non saprei dire chi gioca. Mi sembra stiano bene tutti gli attaccanti a disposizione.
I tempi di recupero di Simic? Sta meglio, ma contro l’Empoli no. Difficile che ci sia anche l’ultima partita di campionato, poi bisogna vedere cosa dice il campionato.
L’affetto dei tifosi? Sono grato dell’affetto e della stima, siamo grati, della stima e dell’affetto che c’è attorno a noi. Poi ci fermiamo qui, perché abbiamo la partita e il pensiero è rivolto all’allenamento e alla preparazione della partita, alle difficoltà che devi affrontare. Non hai altri pensieri, perché bastano quelli. Contenti, felici, davvero, perché stai bene, ma te la devi guadagnare ogni giorno la stima e il rispetto. Ogni giorno. L’ambiente ti dà tanto, le persone ti danno tanto ma ti chiedono tutto. Devi dare tutto perché lo meritano.
L’Empoli? Hanno giocato con la difesa a tre l’ultima partita, mentre nelle altre hanno giocato con la difesa a quattro. Ma a prescindere dal modulo, loro hanno difensori forti, molto strutturati, hanno esterni con gamba e qualità, hanno centrocampisti con grandi qualità. Insomma, una squadra che a inizio stagione si diceva potesse arrivare tranquillamente nei primi 7-8 posti, perché hanno anche giocatori che hanno fatto la Serie A. Ha una struttura diversa rispetto alle altre che lottano lì, un po’ come lo Spezia che è una sorpresa sì.
Il gruppo? Per me sono sempre stati squadra, ecco perché c’è da ringraziare chi ci ha preceduto, perché ha fatto un buon lavoro. La sorpresa è l’umiltà di tutti i ragazzi, la generosità, la serietà. Spesso trovi dei giocatori che pensano ai cavoli loro, è chiaro che anche noi pensiamo al nostro. Ma qui si pensa innanzitutto al bene comune. La sorpresa è stata la serietà, l’umiltà e la generosità che ci mettono sempre. Sono valori straordinari, perché non credo che l’Avellino sia superiore all’Empoli, allo Spezia, ma l’Avellino se la gioca con tutti. La differenza, oggi, l’Avellino la fa con queste cose qui.
L’impiego dei giovani? Qui abbiamo ragazzi che hanno prospettiva, perché hanno qualità di base importanti e che possono giocare anche in categorie superiori.
Patierno? Noi vogliamo che gli attaccanti siano i primi a correre e a darti soluzioni di gioco, che siano i primi a pressare gli avversari, quindi tanta attenzione, serietà e generosità, oltre alle qualità nel ruolo. Francesco è uno che cerca di fare tutto questo in modo serio, per essere sempre utile alla squadra. Dopo, se parliamo di Biasci è la stessa cosa, Russo la stessa cosa, non so… Insigne, si allena benissimo, poi le caratteristiche e il nostro modo di giocare con due attaccanti, un trequartista che è un centrocampista, per rimanere compatti e aggressivi. Gli attaccanti ti mettono in difficoltà perché sono seri e molto bravi per l’atteggiamento che hanno.
Il mio tour irpino? Mi dice quanto si sia legati al territorio, quanto gli irpini amino il loro territorio. Noi, in Romagna, non siamo così, siamo più all’acqua di rose, siamo più leggeri. Qui c’è un legame e un amore profondo, rimani affascinato da tutto questo. Carlo Regno (il vice di Ballardini) ha messo pantaloncini e maglietta, ora poco ci manca che ha 40 di febbre, perché ha preso freddo nelle carceri.
Un progetto a medio-lungo termine? Se lei mi dà una squadra, io vinco il campionato, se lei mi dà una squadra che vuole aspirare a vincerlo… Ma noi stiamo bene, noi siamo curiosi, andiamo a studiare gli altri, perché amiamo il nostro lavoro, amiamo quello che facciamo”.





