AVELLINO CALCIO – Inizia una nuova era in casa biancoverde. È il Nesta Day per i tifosi irpini, che oggi hanno avuto modo di conoscere il neo allenatore dei Lupi. Qui di seguito tutte le dichiarazioni del tecnico, accompagnato dal presidente D’Agostino e dal ds Mario Aiello.
Presentazione Nesta, la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore dell’Avellino
Il primo a prendere la parola è il presidente D’Agostino: “Siamo all’inizio di questa nuova stagione, qui per presentare il nuovo mister. Ho il piacere di averlo al mio fianco, dopo un periodo di trattative siamo riusciti a portarlo da noi. Siamo convinti che posso darci grandi soddisfazioni. Come vincere in Serie B? Si vince con entusiasmo e si vince insieme. Insieme a tutte le componenti. L’entusiasmo è fondamentale, non va disperso, anche perché il calcio non è un qualcosa di programmabile, sotto il profilo dei risultati e delle situazioni che si possono venire a creare. Ma bisogna creare le condizioni per vincere”.
Poi, il ds Mario Aiello: “Abbiamo incontrato diverse figure, poi abbiamo avuto una call con il mister e ci è piaciuta la sua idea di calcio propositiva. Abbiamo avuto l’onore e il piacere di apprezzare l’umiltà e la voglia del personaggio. Questo è quello che volevamo sentire e che abbiamo percepito. Mercato? Abbiamo fatto un giro panoramico generale con tutti i procuratori, facendo delle prime valutazioni. Nomi e trattative preferiamo tenerli per noi, per non svelare strategie, ma sicuramente in attacco faremo una punta e un trequarti”.
”Ringrazio la famiglia D’Agostino, il ds Aiello, che mi ha chiamato e il nostro colloquio mi ha trasmesso ciò che altri colloqui non mi hanno trasmesso – ha detto Nesta -. Io sono questo, risponderò sempre a modo mio, sempre con educazione. Non c’è voluto moltissimo per decidere e per trovare un accordo. Vengo qui con voglia di riscatto, di rivalsa, dopo la retrocessione con il Monza. Si parla sempre del calciatore ad alti livelli, ma io mi sono operato dieci volte e dieci volte mi hanno dato per morto. Vengo qui con la voglia di chi ha preso una musata, quindi ora me la gioco”.
E poi ha proseguito: “Partiamo dal costruire una difesa a quattro, poi se ci mettiamo a cinque gli ultimi cinque minuti per difendere il risultato, senza problemi. Ma partiamo da un 4-3-fantasia… E poi vediamo. Il direttore mi chiama ogni giorno e mi manda formazioni e altro. Club ambizioso, il mercato lo stiamo facendo, faremo una squadra giusta, che faccia venire voglia alla gente di venire allo stadio. Speriamo. Poi se si vince, meglio ovviamente”.
Sulla costruzione dal basso: “È stata esasperata negli ultimi anni, l’ho cavalcata anche io, ma il calcio sta cambiando e devi capire quando è il momento di andare dritti e quando uscire col palleggio. Se abbiamo una squadra di grande gamba, sicuramente staremo più su con la difesa, ma bisogna essere pratici ed essere più concreti, mettendo i giocatori nelle migliori condizioni in base alle caratteristiche”.
E poi ha aggiunto: “Capisco la curiosità, perché io sono orgoglioso di quello che ho fatto da calciatore, ma ne parlo con serenità. Spero di essere giudicato per quello che faccio da allenatore. A me pesa zero. So che ho fatto un percorso da allenatore, che è difficile fare le stesse cose che ho fatto da giocatore. Prima di venire qua, ho avuto delle offerte che potevano essere scorciatoie, ma io son venuto qui perché scorciatoie non ne voglio. Son caduto tante volte nella vita. Mia madre mi ha fatto un calciatore delicato, ma mi sono sempre rialzato. Il medico non mi ha detto ‘vai ad Avellino altrimenti sei morto”, io sono qui perché voglio fare bene e ho voglia di mettermi in gioco, lontano da una famiglia che vive all’estero”.
Su Armando Izzo: “Ritrovarlo mi fa veramente piacere, perché è una grande persona, ha un grande cuore, non mi ha mai tradito. Lui è sempre stato sul pezzo, ho un grande rapporto e lo reputo una grande persona. A Monza la prima ufficiale? Andiamo lì, ho tanti amici, vado lì contento, è un bel posto. Nonostante la retrocessione”.
Sulla chiamata dell’Avellino a febbraio: “Non ero pronto per ripartire, ho sofferto la retrocessione, mi è pesata, ho rifiutato anche altre offerte. Mio suocero è irpino, è nato qui ad Avellino, so dove sono venuto”.
Sul settore giovanile: “Dove vado, seguo sempre il settore giovanile, anche perché sarebbe una figata portare in prima squadra un giovane della Primavera. In una squadra serve il giusto mix, con 4-5 vecchi forti, più giovani che trascinano. Ci stiamo lavorando con il direttore. Credo che l’Avellino stia costruendo qualcosa di importante insieme alla famiglia D’Agostino, per provare a riportarla su nel giro di qualche anno. A volte devi andare in un posto nel momento giusto. Aiutare una società a crescere, insieme, cercando di aiutarsi. Questo mi ha convinto. Sono contento di trovarmi in una piazza così calda, perché nella vita sono sempre stato in quel modo lì. Sono poco stimolato se non trovo quell’ambiente lì, ma sono abituato e farò di tutto per l’Avellino. Spero che la gente venga allo stadio felice, coltivando la passione dei ragazzi e dei più piccoli. Se facciamo schifo non si innamorano. Adesso sono stato in Canada e nelle comunità italiane a New York, ho incontrato tutti avellinesi, con sciarpe e altro”.
Nesta, sul mercato, ha precisato: “Richieste? Sicuramente sì, perché dobbiamo portarci avanti. Ma è una roba che facciamo tra di noi, poi vediamo”.
Sui giovani e sul modo di giocare: “La società era già su questa linea, con una difesa a quattro, con un modulo che ha tanti più, qualche meno come tutti i moduli. Cercheremo giocatori di talento in alcune posizioni, poi altri calciatori per trovare equilibrio e metterci altre caratteristiche. La gestione è fondamentale, noi siamo cresciuti con le mazzate, ora invece non servono più o serve qualcosa di diverso. Per il resto, sotto il profilo delle strutture, abbiamo tutto: ufficio, palestra, campo, chiedo solo qualche calciatore (ride, ndr). Ora dobbiamo vedere un po’ come muoverci”.
Sul campionato di Serie B che verrà: “La Serie B è maledetta. Non succede in nessun altro campionato quello che succede in Serie B. L’anno scorso era il primo anno in B, c’era entusiasmo, il prossimo sarà molto più difficile, perché servirà consolidarsi. Sarà molto più dura, perché la Serie B lo è. Rispetto alla Serie A, dove dopo 8-9 giornate le grandi squadre iniziano a vincere, in B riesci a fare anche il colpo e queste cose qui. La Serie B è maledetta ma è una figata. La mia identità emotiva? Ho coraggio, chi vuole giocare deve avere coraggio con me e in generale”.
Sul ritiro di Rivisondoli, il ds Mario Aiello: “Partiamo dal 13 che arriviamo ad Avellino per i test, il 16 partiamo per Rivisondoli. Contiamo di fare almeno cinque amichevoli prima della gara ufficiale. Andremo in crescendo, con la squadra del posto inizialmente, poi abbiamo avuto contatti con la Scafatese, probabilmente andremo a San Benedetto del Tronto dove inaugurano lo stadio e poi abbiamo il Torino l’8 agosto. Nel mezzo, c’era questa cosa del primo agosto, avevamo avuto contatti con il Frosinone, ma forse andremo a Formello con la Lazio”.





