Nel giorno che chiude il turno infrasettimanale di Serie B, l’Avellino di Raffaele Biancolino si è risvegliato con due punti in meno sulla zona playout, dopo i sorprendenti risultati maturati nella giornata di ieri. Un +4 sul quintultimo posto che ha già riacceso il dibattito sui social, ancor prima di scendere in campo.
Ma l’Avellino ha una partita da giocare e un “bonus” da spendere. Il Frosinone stasera, alle ore 20, il Pescara domenica prossima, alle 19:30. Una gara più impegnativa sotto il profilo tecnico e un’altra sotto l’aspetto mentale. Non che gli abruzzesi siano una carcassa su cui camminare, sportivamente parlando, ma è chiaro che i Lupi avranno la possibilità di affrontare un impegno meno proibitivo (sulla carta) una volta superato l’ostacolo Frosinone. Per giunta, con la possibilità di dare “il colpo di grazia” alla gestione Gorgone, al momento confermato sulla panchina del Delfino nonostante l’ennesimo ko con il Catanzaro e alcune scelte tecniche scellerate.
Ecco perché diventa essenziale conquistare un risultato positivo in questa 24esima giornata di campionato. Vincere significherebbe guadagnare un punto rispetto al dopo Monza (+7 sui playout), mentre un pari limiterebbe i danni (+5), pur accorciando ulteriormente la classifica. Un calcolo che non ha bisogno di aspettare i risultati di serata: infatti, anche qualora lo Spezia dovesse battere il Bari nello scontro diretto, i bianconeri arriverebbe al massimo ad agganciare la Reggiana a quota 24.
Poi, a prescindere, non potrà essere fallita la missione Pescara, utile a mettere un mattone importante sul discorso salvezza. Del resto, le partite difficili arrivano anche per le dirette concorrenti: l’Entella sarà ospite del Palermo, il Mantova andrà a Catanzaro e lo Spezia se la vedrà proprio con il Frosinone, oltre a Bari-Sudtirol ed Empoli-Reggiana. E allora, almeno quattro punti in pochi giorni per non correre rischi e presentarsi con la giusta dose di fiducia a Reggio Emilia la settimana successiva.
Sta per andare in archivio un ciclo terribile, tra campo, mercato e veleni. Quei veleni che hanno avvolto le figure di Raffaele Biancolino e di calciatori come Roberto Insigne e, soprattutto, Gennaro Tutino. Un dato di fatto che non può non essere preso in considerazione, da tutte le componenti, senza perdere di vista l’obiettivo comune: il bene dell’Avellino, andando oltre battaglie di carattere personale.





