AVELLINO CALCIO – Giornata di bilanci in casa biancoverde, dove il ds Mario Aiello ha fatto il punto sul mercato invernale dei Lupi, chiuso con 13 movimenti in uscita (compresi il riscatto di Gori e il nuovo prestito di Mutanda) e 7 operazioni in entrata. Qui di seguito tutte le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal direttore sportivo dell’US Avellino, con un occhio alla trasferta di Monza e al prosieguo del campionato di Serie B.
Avellino, bilancio di fine mercato: la conferenza stampa del ds Mario Aiello
Queste le parole del ds Mario Aiello in conferenza stampa: “Finalmente chiuso no, perché ci stavamo divertendo… Avevamo già pianificato l’idea di dover fare un po’ di interventi, perché il passaggio di categoria ci ha portato ad avere un numero più alto di giocatori, anche per alcuni infortuni, quindi sapevamo che avremmo dovuto operare in due step. Sapevamo che non avremmo avuto tutto subito, ma ci sarebbe stato bisogno di un po’ di tempo. In uscita, dovevamo fare delle operazioni, alcune portate a termine subito e altre che hanno richiesto più tempo, portando alcune piccole plusvalenze alla società. Sulle entrate, lascio a voi e al campo, perché non posso giudicare senza il giudizio del campo. Tutti obiettivi che avevamo in mente da inizio mercato e alcuni anche dalla precedente sessione di mercato.
La scelta in mediana? In generale, se il modulo fosse stato il 4-3-1-2, il numero di interpreti sarebbe stato inferiore. Abbiamo fatto qualcosa in più soprattutto per una difesa diventata più ampia, abbiamo fatto qualcosa a sinistra perché non avevamo una soluzione lì. Quindi ci sono state soluzioni che abbiamo preferito cogliere subito, per caratteristiche e per occasioni legate a degli scambi. Palumbo, che aveva operato quasi sempre come play, abbiamo visto che aveva avuto un grosso impatto come mezzala, anche in appoggio all’attacco. Ci sono diversi tipi di mezzala, come Palumbo che è uno di palleggio, rispetto a chi è di inserimento come Kumi per esempio. Ecco perché abbiamo preferito prendere un giocatore polivalente come Le Borgne, visto con la Francia U20 e nel Como Primavera, dove ha operato la zona centrale. Così con Fabregas, che lo stava utilizzando nei vari ruoli del centrocampo.
L’attacco? È quella scelta che abbiamo mosso più avanti dal punto di vista strategico. Dovevamo valutare ben tre giocatori che veniva da problemi o infortuni, quindi abbiamo voluto aspettare la partita con lo Spezia per cominciare a valutare qualcosa. Un po’ come per Biasci, abbiamo fatto un ragionamento simile: Biasci fu sondato da noi a giugno ma all’epoca c’erano squadre come il Cesena che lo stavano trattando. Poi, vedendo chi sarebbe rientrato, abbiamo pensato che Biasci fosse complementare a chiunque sarebbe rientrato. Abbiamo deciso di andare su Pandolfi a fine mercato proprio perché, anche lui, è uno polivalente. Darà l’opportunità agli altri di recuperare con calma, perché è così che deve essere per chi è qui, ma anche lui potrà giocare con chiunque dei compagni di reparto, da prima o seconda punta. Le tempistiche dell’affare Pandolfi? Applauso pubblico al nostro segretario, che ha fatto veramente un miracolo. A 13-14 minuti dalla fine, abbiamo dovuto cambiare una modulistica per aspettare il Catanzaro che cercava il sostituto e non ne aveva ancora la certezza.
Crespi? L’uscita nasce da un’esigenza del giocatore, non era un giocatore che volevano far uscire. Lui ha cominciato a trovarsi un pochino indietro nelle gerarchie, collezionando pochi minuti o zero minutaggio, anche se noi gli avevamo consigliato di aspettare alcune operazioni che avremmo potuto fare in uscita. Lui ha voluto per forza andare via, senza aspettare, però noi abbiamo dovuto fare un’operazione importante sotto il profilo economico, visto che non si trattava di un giocatore in uscita. Ora, è andato al Brescia, piazza importante, in prestito con diritto di riscatto, con un riscatto importante: quindi o sarà riscattato e ci sarà un ritorno economico o ci troveremo un giocatore con 20 partite in più a giugno.
Sgarbi? È un qualcosa di non recente. Anche lui, come Pandolfi, era stato cercato da noi già a gennaio scorso, quando eravamo in C. L’operazione saltò, poi abbiamo fatto altre scelte anche per modalità dell’operazione, mentre oggi è nata da uno scambio. Lo riteniamo polivalente, un jolly, che può giocare in diversi ruoli dell’attacco e ha fatto tante volte il quinto anche a Pescara, può fare il trequarti nel 3-4-2-1. Ha fisico, motore, ha la gamba per poter mangiare quella palla. Ha grandi potenzialità soprattutto sotto il profilo degli assist. Se riesce a fare anche solo la metà di ciò che ha fatto qui in C, avrà fatto già molto. Penso ci possa dare una grossa mano. Non c’è stato bisogno di pungolarla, aveva una voglia maglia di tornare qua. Porta aperta per calciatori come lui. Non si è riuscito ad esprimere in altre realtà, ma ci sono contesti e situazioni in cui far esprimere i giocatori. Basti vedere Missori e Fontanarosa l’anno scorso.
I prestiti diMissori e Daffara? Ci stiamo già muovendo, ma le società d’appartenenza in Serie A si prendono più tempo per i giocatori in prestito. Per quelli in prestito secco, bisogna aspettare e capire come andranno le cose, penso soprattutto a Missori che le sta giocando tutte. Se dovesse continuare così, non sarà facile trattenerlo, ma si sta lavorando già all’Avellino 2026/27.
Patierno? Feci ben presente che non era un calciatore in uscita. A causa del virus avuto, è stato tre mesi fuori e non ha avuto materialmente la possibilità di dimostrare in B le stesse cose che ha fatto in C. E poi per le caratteristiche, perché ha le possibilità per essere ben integrato nel nostro gioco anche in serie B. Non c’è mai stata l’idea di liberarcene, lui non ha mai manifestato la volontà di andare via, ma sono voci che avevano altre fonti, non certo da noi. Russo? C’era un club (il Bari) che aveva richiesto informazioni, ma non abbiamo avuto intenzione di privarci di un giocatore che nelle rotazioni è un elemento importante, in corso d’opera e nell’undici titolare. Mi auguro che possa fare quello step per entrare in pianta stabile nell’undici iniziale in B.
Izzo? Tendenzialmente non avevamo bisogno di fare un intervento, perché Enrici non ci ha convinto adesso, perché ha fatto grandi prestazioni soprattutto negli ultimi due mesi. Izzo ha messo dentro esperienza, può essere una guida anche per i tanti giovani. Poi l’infortunio è capitato e ne abbiamo già parlato, poi c’era la possibilità di aggiungerne un altro dopo l’infortunio, ma è andato in Serie A (Pedro Felipe). Ma siamo tranquilli perché abbiamo anche Reale che ancora non si è visto e ci potrà dare una mano.
Il contratto di Pandolfi? Abbiamo ragionato su un contratto più lungo senza particolari problemi, perché è un giocatore che reputiamo importante per età e caratteristiche, anche inserito in un Avellino più importante in futuro.
Il lavoro dell’area scouting e il caso Boersma? Avevamo già anticipato che ci sarebbe stato un lavoro per quanto riguarda l’area scouting, seguendo varie serie B straniere, visionando giocatori e partite con gli scout, più video che io vedevo da qui. Se poi il giocatore convinceva sia me che lo scout, lo andavamo a vedere personalmente. È successo con Boersma, questo ragazzo che rappresentava più un’occasione per il futuro, poi si è presentata un’opportunità e la trattativa con il club è andata bene. Con il ragazzo invece, abbiamo trovato un giocatore che ha preferito rimanere nella sua zona di comfort. E come diceva un mio vecchio maestro, Peppino Pavone, il miglior affare è quello che non si fa. Problemi di comunicazione in Olanda? Abbiamo avuto intermediari internazionali e interpreti madre lingua anche grazie alla nostra società. Da lui solo suoni gutturali di antiche tribù germaniche, mentre noi eravamo disponibili a farci comprendere e a comprendere la lingua inglese.
I fantasisti? Sono tanti, però sono sempre giocatori utili perché noi possiamo sempre tornare al 3-4-1-2 o al 3-4-2-1, dall’inizio o in corso d’opera. Stanno bene qua questi giocatori.
Lescano? Sono dispiaciuto dal punto di vista umano, per il fatto che sia andato via, perché era stato veramente determinante nell’anno della promozione. Poi, per caratteristiche e per modo di giocare della squadra, si è trovato in fondo alle gerarchie, con scarso minutaggio. Si sono create delle insofferenze da ambo le parti, tra scarso minutaggio per lui e giocatore con ingaggio importante che giocava poco. Per me abbiamo fatto un’operazione perfetta alla fine, con due società che si sono fatte avanti per lui e poi abbiamo trovato una soluzione buona anche pensando a quanto investito l’anno scorso.
Sinergia con Biancolino? Con il mister è stata concordata ogni operazione, sin da inizio gennaio, e pensiamo di aver soddisfatto tutte le sue esigenze. Poi alla fine è chiaro che avrebbe avuto piacere ad avere un altro difensore dopo l’infortunio di Izzo, ma pensiamo di avere gli uomini giusti per ovviare ad eventuali mancanze. Poi lui deve scegliere chi va in campo, l’area tecnica si deve occupare di scegliere il calciatore più funzionale in un ventaglio di 3-4 opzioni, secondo le caratteristiche indicate dall’allenatore.
Le competitor? Sappiamo che il girone di ritorno è un campionato diverso. L’asticella si è alzata, a mio avviso ci sono tante squadre che si sono rinforzate. Noi quando facciamo mercato, non facciamo la guerra o la lotta con le avversarie. Noi abbiamo pensato a noi stessi, andando avanti per un nostro percorso.
La rosa del futuro? Noi tra prestiti e scadenza, abbiamo 12 giocatori che usciranno e 8-9 che rientreranno. Quindi partiremo su una base di 17-18 giocatori, Gli 8-9 che rientrano, inoltre, andranno a scadenza 2027 e quindi che potrebbero essere facilmente piazzati. Diciamo che la base di partenza dell’anno prossimo della rosa è molto umana”.





